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Bicentenario di Garibaldi a Tunisi

Domenica 21 Gennaio si è svolta all'Hotel Africa di Tunisi la celebrazione del bicentenario della nascita dell'eroe nazionale italiano Giuseppe Garibaldi.

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03/03/2013 09:45
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Di seguito la descrizione dell'evento pubblicata dal quotidiano "La Presse Tunisie".

Tratto da “La Presse” del 22/01/2008

Conferenza per il bicentenario di Garibaldi

Il viaggio di un rivoluzionario che è vissuto a Tunisi

Giuseppe Garibaldi e Bettino Craxi uniti in un omaggio di fedeltà e stima.

Nello svolgimento dell’ “Anno Giuseppe Garibaldi” e dopo la giornata di studio organizzato ad Aprile 2007 dall’Università di La Manouba, l’APREIME (Agenzia per la promozione delle relazioni economiche italo-mediterranee ed europee), in collaborazione con la fondazione Craxi e l’ambasciata italiana, ha organizzato la commemorazione del bicentenario della nascita di Garibaldi con una conferenza di alto tenore che ha coinvolto oltre al professor Hassine Fantar, all’ex Ministro Italiano della Difesa Salvo Andò, la pronipote di Garibaldi e numerosi docenti universitari italiani venuti appositamente per l’occasione.

La conferenza si è tenuta domenica scorsa in un grande hotel della capitale in presenza di un pubblico molto numeroso oltre a diverse personalità e diplomatici tra cui l’ambasciatrice del Brasile e i consiglieri dell’ambasciata di Francia e della Palestina.

L’Onorevole Pier Luigi Polverari, direttore dell’Apreime, è stato il primo a prendere la parola per localizzare nello spazio e nel tempo l’azione del grande simbolo del Risorgimento, il movimento ideologico e politico all’origine dell’unità d’Italia, avvenuta nel 1860 dopo prolungate disillusioni e aspre lotte.

L’oratore ha rimarcato la permanenza di Garibaldi a Tunisi, a causa della condanna a morte del tribunale di Genova per insurrezione, dopo essersi imbarcato a Marsiglia in una nave appartenente a Bey di Tunisi come comandante di vascello sotto il falso nome di Giuseppe Pane.

Era il 1934. A Tunisi si riunisce al nucleo “Giovane Italia” presente nella città e và ad abitare in Rue de la Commission 23, presso l’amico e patriota Gaetano Fedriani.

Dopo la Tunisia, riprende il suo avventuroso cammino per il Brasile dove dà manforte ai movimenti indipendentisti in guerra contro i Portoghesi e gli Spagnoli.

Si sposa con una delle prime combattenti sudamericane, Anita e viene già soprannominato “Eroe dei due mondi”.

Nel 1859 torna a Tunisi nonostante M’hamed Pascià Bey gli rifiuti l’accesso al paese, in seguito all’intervento del console francese che lo riteneva un pericoloso rivoluzionario.

Garibaldi stava progettando di lanciare, a partire dalla Tunisia dove risiedeva la più grande comunità italiana nella sponda sud del Mediterraneo, un grande movimento insurrezionale per la liberazione della Sicilia e, più a nord, della città di Napoli.

Il presidente dell’Apreime e deputato ha sottolineato “lo straordinario sviluppo della vita in Tunisia sotto la guida del Presidente Ben Ali, la cui lungimiranza non è più in discussione. E non è un caso che, dall’1 gennaio 2008, la Tunisia è il primo paese del Sud-Mediterraneo ad aver aderito alla zona di libero scambio istituita dall’Unione Europea”.

Ha concluso il suo discorso con queste parole: “La Tunisia ha accolto Garibaldi. Io sono arrivato nel 1994 al seguito del mio caro amico, il compianto Bettino Craxi. Da quel momento non ho più lasciato la Tunisia, il paese che ci ha accolto e adottato.”.

Patriottismo

Il professor Hassine Fantar, presidente della Cattedra Ben Ali, ha parlato di Garibaldi, il più sorprendente avventuriero del ‘900.

Con uno splendido discorso, a tratti con un certo humour, ha descritto il carattere intrepido e rivoluzionario di questo grande personaggio che ha ammirato fin da quando era un giovane studente a Sadiki, in una giovinezza avida di emancipazione e indipendenza.

Ha paragonato Garibaldi a Khereddine Pascià, riformatore e promotore della rinascita della Tunisia che ha profondamente segnato con il suo intervento l’itinerario che ha portato il paese sulla via della modernità.

Il motto del generale Khereddine, ha aggiunto Fantar, “Libertà e illuminazione” si associa a quella di Ben Ali “Libertà e conoscenza” , una formula che si batte contro l’oscurantismo, il disfattismo e la passività.

“L’unità del Mediterraneo, alla quale fa appello l’Unione Europea, non può concretizzarsi che nell’accettazione dell’Altro. L’amicizia tra la Tunisia e l’Italia è un modello del tipo che può servire come esempio per gli altri popoli del Mediterraneo”, conclude il presidente della Cattedra Ben Ali.

Il Professor Salvo Andò, ex ministro italiano della Difesa e docente dell’università Kore di Enna, ha espresso la sua ammirazione per la politica del presidente Ben Ali “Un uomo di stato di grande spessore. Il suo discorso pronunciato alle Nazioni Unite a New York è un’attestazione dell’eccellenza delle sue scelte, che dovranno servire come raccomandazioni e consigli.”.

Ha inoltre parlato del patriottismo e dell’antimilitarismo di Garibaldi oltre che della sua azione in favore dell’indipendenza della Tunisia.

Infatti il 12 Maggio 1881 Garibaldi afferma, in una lettera al ministro italiano Achille Fazzari: “Spero che la Francia si ritiri senza contrastare l’indipendenza della Tunisia”.

Cinque giorni dopo, il 17 Maggio, scrive alla direzione del giornale italiano “La Ripresa” protestando energicamente contro la Francia e contro il Trattato di Bardo che “va contro la buona opinione che avevo della Francia che ho avuto l’onore di servire nei momenti difficili. Questi repubblicani di oggi non hanno più lo spirito generoso e umanitario della Prima Repubblica, esempio unico nella storia dove davanti al mondo hanno affermato i supremi diritti dell’uomo. Per riavere la nostra fratellanza e amicizia, la Francia deve obbligare il suo generoso e pacifico governo a rifiutare il trattato imposto con la forza al Bey a Tunisi.”.

Il Professor Paolo Pizzolante, della Fondazione B.Craxi, a evocato l’analogia di carattere del patriota Garibaldi e l’uomo di buon cuore Craxi, un’analogia che si rispecchia nella lotta di queste due grandi figure italiane per l’indipendenza dei popoli e l’egemonia europea.

La Tunisia, un porto di pace

Un altro tratto in comune, precisa il dottor Pizzolante, è l’amicizia che entrambi avevano per la Tunisia, un paese che, tradizionalmente, è stato un porto di pace per l’importante comunità italiana rifugiatasi in questa terra ospitale.

La signora Anita Garibaldi, pronipote del patriota, in visita in Tunisia con il figlio Roberto Garibaldi-Hibbert, è l’autrice di un libro intitolato “Nate dal mare”, una saga storica che copre i 150 anni di avvenimenti italiani e vicissitudini di tre generazioni dei Garibaldi.

Presidentessa del comitato internazionale Giuseppe Garibaldi, ci ha comunicato la felicità di scoprire la Tunisia, uno dei rari paesi che è si è dimostrato fedele alla memoria del suo antenato.

“Il fatto che esista in Tunisia una strada che porta il nome di Garibaldi mi procura un appagamento e una gioia che non riesco a descrivere. Ci siamo recati, io e mio figlio, a Rue de la Commission 23e abbiamo visto i luoghi dove è vissuto Garibaldi. Sono stati dei momenti di intensa emozione. Sono molto riconoscente a questa terra tunisina e a tutto il suo popolo.”.

Tutti gli interventi successivi hanno chiarito l’azione di Garibaldi, un mito che ha rifiutato di appartenere a una qualsiasi corrente politica, da cui tutti devono prendere esempio.

Oggi egli simboleggia la resistenza contro il colonialismo e lo sfruttamento, così come lo sarà, un secolo più tardi, un altro rivoluzionario sudamericano, Ernesto Guevara, detto Il Ché.

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