«È una grande occasione che favorirà l’economia italiana»
Tratto dal giornale “Il Meridiano” del 13.09.2007
Roma Un’iniziativa mirata a favorire le imprese artigiane offrendogli nuove opportunità di scambio commerciale con i paesi che si affacciano nel Mediterraneo. È questo, in sintesi, ciò che si propone “Made in Mediterraneo”, promossa dalla Confartigianato e gestita, per quanto riguarda i rapporti con il sud del Mediterraneo dall’Apreime, presieduta da Pierluigi Polverari. Ce ne parla il vicepresidente nazionale di Confartiginato con delega per il sud, Francesco Sgherza.
Che cos’è “Made in Mediterraneo’”, l’iniziativa promossa dalla Confartigianato e presentata l’altro giorno a Bari nel contesto della Fiera del Levante?
«Non è altro che un’intesa commerciale, economica che ha l’obiettivo di creare e rendere operativa una rete di relazioni tra tutte le imprese artigiane, quindi in particolare quelle del centro sud, che si affacciano sul nostro mare. L’idea non è però nuova. Infatti, la necessità di creare un sistema di collaborazione tra le imprese del bacino Euro-Mediterraneo è nata durante l’ultima convention delle categorie di Confartigianato, svoltasi a Cartagine nel mese di luglio, quando molti imprenditori auspicarono la creazione di un sistema, la cui anima fosse Confartigianato. Oggi quell’auspicio ha preso finalmente forma concretizzandosi con l’incontro di Bari, in cui le associazioni di categoria delle nazioni coinvolte hanno dato l’avvio ad un grande progetto internazionale che riguarda le piccole e medie imprese: la comunità delle Pmi (piccole e medie imprese) del Mediterraneo».
Quali sbocchi commerciali sarà in grado di offrire alle imprese artigiane del nostro Paese?
«L’area del Mediterraneo rappresenta la quarta voce delle esportazioni italiane, con un giro d’affari vicino ai 20 miliardi di euro nel solo 2006. È evidente che la creazione di una Comunità delle piccole e medie imprese potrebbe essere il salto di qualità per l’economia artigiana del nostro Paese. Inoltre, la Comunità avrà tre sedi operative, una per ogni zona del Mediterraneo: l’area occidentale, la Penisola Balcanica e l’Africa Settentrionale. Ma la principale sede sarà in Italia, che, con la Confartigianato ne è stato il paese promotore. Grazie a questo, il nostro Paese sarà sicuramente in condizione di aprire nuovi mercati d’espansione commerciale per le Pmi italiane».
In che misura è stata coinvolta l’Unione europea?
«L’Ue aveva già immaginato un’ideale rete di libero scambio tra i Paesi bagnati dal Mediterraneo ed aveva individuato il termine per la creazione di questo progetto nel 2010. Tuttavia, al di là delle buone intenzioni, per ora nulla di concreto è stato ancora fatto. Quindi, Confartigianato e la Pmi italiana hanno creduto opportuno “anticipare” l’Ue, prendendo iniziative autonomamente nel tentativo di non lasciare nulla di intentato per non lasciarsi sfuggire un’importante occasione di sviluppo economico e commerciale per le nostre imprese».
Gino Rosso