Protocollo di Kyoto: una collaborazione italo-tunisina
Protocollo di Kyoto: una collaborazione italo-tunisina per la salvaguardia del pianeta a sostegno degli indirizzi del presidente Zine Al Abidine Ben Ali per lo sviluppo sostenibile
In seguito all’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto nel febbraio del 2005, che sancisce una limitazione delle emissioni di gas ritenute responsabili dell’effetto serra, degli stravolgimenti climatici e del riscaldamento globale, i Paesi industrializzati firmatari di tale accordo internazione si sono trovati di fronte alla necessità di trovare delle soluzioni per poter attuare e realizzare gli obiettivi previsti pur continuando nel progresso e nelle attività economiche coinvolte.
In questo quadro, si è svolto a Tunisi una sessione di formazione specifica sui meccanismi flessibili del Protocollo indirizzata agli esperti tunisini del settore, totalmente finanziato dal Ministero dell’Ambiente italiano ed in collaborazione con il Ministero dell’Industria e dell’Energia tunisino, l’ANME ed il Medrec.
Il programma della formazione, organizzata dall’APREIME, l’Agenzia per la promozione delle relazioni economiche italo-mediterranee ed europee, punto operativo delle attività del Ministero italiano in Tunisia, è iniziato il 12 aprile scorso con un discorso di apertura di Marco Polverari, direttore generale dell’Apreime, che ha sottolineato la stretta collaborazione fra l’Italia e la Tunisia in materia di ambiente, sviluppo sostenibile e energie rinnovabili elevando i due Paesi ad esempio e referenza nell’area mediterranea.
Nel corso delle prime tre sessioni l’interesse del pubblico è andato via via crescendo grazie allo stimolo e all’alto livello di professionalità conferiti dagli esperti intervenuti:
- dott.sa Claudia Croce (economista ambientale del Ministero dell’Ambiente italiano)
- dott.sa Sara Leggio (esperto ambientale del Ministero dell’Ambiente italiano)
- dott.sa Francesca Romanin (esperto legale nel settore dell’ambiente dell’Università di Siena)
- dott.sa Giulia Galluccio (responsabile sviluppo CDM/JI per la società norvegese Det Norske Veritas)
- Marco Morando, ingegnere specializzato su temi ambientali della società di servizi ingegneristici D’Apollonia
- Davide Loriggiola e Marco Nardini dell’UNIDO
Il percorso ha visto i partecipanti affrontare inizialmente gli aspetti giuridici del Protocollo di Kyoto, per poi approfondire in particolare tutto ciò che riguarda i progetti CDM ( Clean Development Mechanisms ) che si basano sulla possibilità per i paesi industrializzati di acquistare crediti di CO2 dai i paesi in via di sviluppo, attraverso appunto la realizzazione di questi progetti. Negli ultimi appuntamenti sono stati poi trattati dei casi concreti, sui quali i partecipanti hanno infine realizzato in gruppo simulazioni di calcolo e di elaborazione di progetti.
Alla conclusione del corso sono stati consegnati dal Direttore Generale dell’ANME, Ayadi Benaissa, e dal Presidente di APREIME, On. Pier Luigi Polverari, degli attestati di partecipazione accompagnati dal cd contenente tutto il materiale del corso.